domenica 12 febbraio 2012
Il genocidio degli armeni
mercoledì 8 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
Sulla costruzione di un mito taurino al ritmo di un tamburino...
Ricordo - con piacere - che quest'uomo organizzava tante belle e gioiose feste (anche questo suscita oggi qualche risata) e ricordo altresì che desideravo tanto tenere degli animali in casa - cosa che i miei genitori non mi permettevano. Un giorno io e la mia famiglia andammo ad una di quelle belle feste organizzate da quell'uomo venuto da un'altra dimensione e c'erano stands, giochi, giostre! Era un paradiso ed ero felicissimo di trovarmi lì! Ricordo - con piacere - che c'erano diversi giochi anche poco divertenti ma con i quali era possibile vincere tanti animaletti (vivi): tartarughe, pesciolini, pulcini; un giorno durante una passeggiata in quella festa sapientemente organizzata, una donna si avvicinò a mia madre e le diede un sacchetto dicendole: "mi scusi ma io non posso tenerlo" mia madre rimase per un attimo spiazzata poi aprì il "dono" e dentro vi trovò un pulcino. Neanche a dirlo fui felicissimo e non permisi a mia madre di darlo via, non so come feci a convincere i miei genitori ma lo portammo in casa: il pulcino era tenero e ricordava quello dei vecchi manifesti del P.P.I.
Io e il pulcino diventammo grandi amici, spesso lui si emozionava e quando gli scappava la faceva senza farsi grandi problemi, io puntualmente mi imbrattavo ma era tenero e delicato, come il pulcino dei vecchi manifesti del P.P.I.
Da quel momento, bene o male, fui grato a quella festa e cominciò ad entrarmi nel cervello quel tormentone che si sentiva OVUNQUE:
ecco il tormentone
Quale sapienza visiva e musicale! 2:58 di fascinazione continua che fa sfigurare il nostro inno di Mameli, la coralità dell'inno russo e la potenza visiva di una Pandora di James Cameron in HD 3D ecc... ecc...!
Drappo di FI, romanticismo, la massa, la gioventù, il romanticismo nazionale, il drappo di FI, l'amicizia, la famiglia. Insomma con una campagna elettorale così non si poteva non rimanere soggiogati, tanto meno a 8 anni! E via a cantare l'INNO di Forza Italia! Speranza e ottimismo. Un binomio mai mutato nel modus operandi del nostro erotomane nazionale. -Forse avrei fatto meglio a guardare meno tv.
Grazie a Lui avevo il mio pulcino tenero (che ricordava quello dei vecchi manifesti del P.P.I.)!
Ma gli anni passano per tutti...alcuni perdono i capelli, altri la ragione, altri la dignità, altri né l'una né l'altra e le grandiose feste col tempo sono finite. Erano rimaste solo quelle dell'unità per niente eccitanti dove si mangiavano kebab e si ascoltavano tremendi concerti dove metallari e/o rockkettari improvvisati violentavano la musica (io ero tra quelli e ci partecipavo solo per avere modo di suonare, fortunatamente poi siamo tutti cresciuti). Mancava quel quid che era presente solo alle feste di FI e di cui rimarrà solo il ricordo.
Sono passati molti anni ormai e l'erotomane non è più tra noi: è rimasto dietro le quinte ad utilizzare i suoi soldi come meglio crede (lo faresti anche tu no?) e i tg non ci parlano più di lui. Se oggi riavessimo il nostro erotomane nazionale saremmo tutti più gai, pettegoli, felici e incazzati, più occupati, più rincoglioniti, più disoccupati.
Ma sui libri non si scriverà di questo.
Insegneremo ai nostri figli che la sovranità è del popolo e si esplica con le LIBERE elezioni.
Insegneremo ai nostri figli che il popolo italiano ha votato quattro volte per quest'uomo.
Insegneremo anche che esiste una sinistra (di seguito una fotografia esplicativa)

sembra che non si trovi...
Insegneremo loro che dimenticare è pur sempre un valore.
Il 2012 ormai è l'anno della temutissima profezia Maya, in realtà ciò che mi turba è che ogni anno che passa non fa altro che avvicinare la costruzione di un mito, la prossima esaltazione all'ennesima potenza di quel gallo che non è mai stato un pulcino tenero e carino come quello del P.P.I. ma che al massimo ricorda il gallo dei Kellogg's. Inventerei la vita eterna terrena e la regalerei al nostro erotomane nazionale solo per non ascoltare quello che sicuramente verrà proferito dai condotti d'aria degli opinionisti di domenica cinque (vale anche per mattino cinque, pomeriggio cinque ed affini).
Riporto qui una parte del testo di "io se fossi Dio" di Gaber.
"Ma io se fossi Dio
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora
gli fa rabbia chi spara
gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista
diventa l’unico statista. "
[...]
"Io se fossi Dio
un Dio incosciente, enormemente saggio
c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era. "
Senza addentrarmi nella provocazione del signor G, questo passo a molti benpensanti ha fatto sgorgare sangue dalle orecchie come in quegli orribili film splatter di serie z, il messaggio qui contenuto è sì forte ma per nulla falso perché ad ogni morte politica c'è una celebrazione ingiustificata della personalità che non conosce eguali.
Ora immaginate l'erotomane nazionale esaltato dalla pubblica opinione quando e se (non si sa mai) ci lascerà. D'altronde quando Hitler fu eletto, il nostro erotomane nazionale aveva ben sei anni, era un giovanotto insomma.
E' una vittoria, la sua vittoria e del cosìddetto berlusconismo che avrà gli esiti di una Operazione Barbarossa: perpetuare la testa di comando e sfiancare il popolo a suon di strimpellate apicelliane - che requiem celestiale.
E se adottassimo un contributo di solidarietà sulla ricerca della vita eterna ad personam? Non avremmo più la preoccupazione di dover affrontare una monumentalizzazione dell'erotomane nazionale, lo terremmo in vita relegandolo al Quirinale dove potrà ricevere sontuosamente le sue cortigiane. Avremo così ancora qualcosa su cui ridere e incazzarci al pari di una soap opera (in onda a reti unificate, perché no?!) e poi che altro succederebbe?
Probabile scenario: 2084 L'Erotomane nazionale come Grande Fratello. (per chi non ha capito l'allusione)
"L'Italia è una Repubblica fondata sulle banche, sull'amore, sulla simpatia e sulla sana ignoranza."
"Il presidente della Repubblica rappresenta la nazione e vigila sulla mestizia della magistratura e la sua dipendenza dal Capo dello Stato".
Motto nazionale: "'ignoranza è forza".
E qui mi fermo.
Comunque vada ha vinto!
Ricordiamolo così.
-Luca Mazzucco
Fondamenti di Economia Politica #1
Per le notizie biografiche rimando a wikipedia.
La teoria del moltiplicatore keynesiano rappresenta una delle domande più frequenti per chi deve sostenere l'esame di economia politica e le teorie di Keynes hanno fortemente mutato le concezioni economiche del '900 e dato un importante contributo per la politica economia: esiste tutt'oggi una scuola denominata come post-keynesiana.
Keynes introduce nella sua analisi dei consumi la propensione marginale al consumo che indicherò con MPC. Questa per l'economista è estremamente importante e su essa si basa la teoria del moltiplicatore del reddito assieme alle altre variabili: I (investimenti) e Y (reddito). Procediamo per gradi...
La propensione marginale al consumo è indicabile con la formula:
cioè è il rapporto percentuale tra l'aumento del consumo al fronte dell'aumento del reddito di una unità. Ad esempio Y aumenta di 10 e C aumenta di 7. Il rapporto che avremo sarà 0,70: l'individuo consumerà il 70% del proprio reddito. Keynes ci dice che questo rapporto sarà costante nel breve periodo e che chiaramente l'aumento dell'MPC sarà inferiore all'unità (cioè l'individuo non spenderà la totalità del proprio reddito perché tenderà a risparmiarne una parte).
Facciamo ora un esempio:
Lo Stato decide di porre in atto un'opera pubblica pertanto pagherà tot operai per un totale di 100.000 euro. Questi 100.000 euro rappresentano un aumento del reddito
- una parte sarà consumata (ad esempio MPC: 70%)
- una parte sarà risparmiata (il restante 30%)
Cosa succede poi?
Questi 70.000 euro di consumi si trasformeranno in reddito per altri che a loro volta consumeranno. Quanto ne consumeranno? l'MPC ci dice 70% quindi 49.000.
Cosa sta succedendo alla nostra economia?
Stiamo generando del reddito o meglio lo stiamo moltiplicando perché in realtà con l'aumento di 100.000 iniziale non abbiamo ottenuto 100.000 euro di reddito ma 100.000 + 70.000 + 49.000 e così accadrà fino a quando non si esaurirà l'effetto del moltiplicatore o fino a quando non si raggiungerà la piena occupazione (cioè i fattori produttivi sono tutti impiegati e l'impresa non può espandere ulteriormente l'offerta). Nel caso si raggiungesse la piena occupazione l'impresa reagirà dunque alzando i prezzi.
Il moltiplicatore di keynes funziona solo se:
- c'è consumo del reddito;
- le imprese espandono la produzione e non aumentano i prezzi.
Keynes ci vuole quindi dire che per generare un aumento di reddito (e quindi di produzione) occorre stimolare l'economia con un investimento iniziale, compito che spetta allo Stato.
Indicazioni di politica economica
Per rilanciare gli investimenti si cercherà di far abbassare i saggi di interesse sui depositi bancari, in questo modo le banche potranno abbassare gli interessi per i prestiti alle imprese incoraggiando gli investimenti privati.
Gli economisti tuttavia (anche keynesiani), riconoscono la possibilità dell'effetto cosìddetto di spiazzamento (crowding out) cioè: gli investimenti pubblici in realtà spiazzano quelli privati per il fatto che un aumento di investimenti fa aumentare il saggio di interesse e quindi scoraggiano i privati. Ulteriore critica: gli investimenti pubblici oltre a generare uno spiazzamento in realtà sono meno efficienti di quelli privati.
APPENDICE
nella #2 illustrerò il processo di derivazione di questa funzione.
-Luca Mazzucco
sabato 12 dicembre 2009
Sul pensiero politico contemporaneo #2 Montesquieu
- LIBERTA'
- IL RUOLO DELL'ARISTOCRAZIA
- RAPPORTO SENATO-POPOLO
- LA STORIA
- LE LEGGI
1. La libertà per M. non è un'astrazione ma deriva dalla tradizione e da quello spirito di una civiltà che ne costituisce l'anima. La libertà dipende quindi dal goverment de nos pères. Prosegue: "la libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono" asserzione di chiaro stampo ciceroniano "nessuno sarebbe libero se potesse fare ciò che le leggi proibiscono"(cit. Cicerone). Solo avendo il senso del limite non ci saranno abusi e gli stessi poteri si potranno limitare tra loro.
2. L'aristocrazia ha un ruolo fondamentale per M. essa deve avere il senso del limite, mostrare la sua virtù (quando M. parla di virtù parla dello spirito di moderazione). Certe volte però gli aristocratici non riescono ad ottenere i rapporti con i concittadini degenerando anche nel dispotismo. Come si evita questo? Con la forza del popolo, di fronte al quale persino i giudici debbono mostrare il massimo rispetto se si vuole far vivere la repubblica. La prudenza e la saggezza di menti aristocratiche unite alla virtù di un popolo ancora legato da un forte senso morale e religioso, possono tenere in piedi una repubblica e prolungarne la vita. Sono quindi importanti le tradizioni come collante di una società.
3. La repubblica aristocratica segna la sintesi tra il meglio della tradizione e della modernità. Nell'antichità romana, M. individua nel popolo la forza, la superiorità numerica dei suffragi ed il rigiuto di fare la guerra. Tutto ciò era temperato dalla saggezza del Senato che era pronto ad accogliere le ragionevoli richieste del popolo senza pensare ai propri interessi. A tutto questo si aggiunge una magistratura romana che riuscì a far praticare la virtù civica senza la quale nessuna repubblica può sopravvivere. Allora perchè la repubblica romana entrò in crisi? Perchè gli uomini divennero tutti soldati e quindi si cancellò quella diversità di ruoli e di classi che fu il motore della repubblica, venne a mancare la certezza del diritto, venne meno la classe aristocratica, la plebe non era più temperata dal Senato e acclamava i sovrani più corrotti. BISOGNA FARE ATTENZIONE A CAMBIARE LE ISTITUZIONI CHE FUNZIONANO DA TEMPO ED I CAMBIAMENTI DEVONO TENER CONTO DELLA TRADIZIONE ALTRIMENTI SI PROVOCANO DISASTRI.
4. Nella storia c'è logica e non fortuna (ci dice M.) alla rovina di uno Stato ci si arriva ignorando le cause che l'hanno generata. M. adotta un'ottica comparativa secondo la quale L'ANTICO SERVE A VEDERE LE INCONGRUENZE DEL PRESENTE E GLI ERRORI LONTANI DEBBONO METTERCI IN GUARDIA DA POSSIBILI E PERICOLOSE RICADUTE.
5. Nella repubblica il popolo può fare quello che vuole ma non proprio tutto ecco perchè DELEGA. La delega è necessaria per il corretto funzionamento della repubblica, infatti con essa lasciamo svolgere ad altri un compito che il popolo non sa fare. M. discute anche della necessità di far "provare" le leggi: "nell'antica Roma le ordinanze del Senato duravano un anno e poi diventavano legge per volontà del popolo." Il legiferatore deve seguire lo spirito di una nazione fino a dove questo non è contrario allo spirito di governo. Le leggi devono essere chiare e semplici altrimenti si genera solo confusione, esse devono risvegliare negli animi delle persone le stesse idee.
Se le repubbliche non sono virtuose e non recano felicità, ci sono forme di governo più efficienti. La monarchia offre maggiore prontezza nell'esecuzione e maggiori competenze in ambiti specifici. Se una repubblica non è virtuosa si rischia di generare in dispotismi. Al pari della realizzazione dell'estrema uguaglianza dove ciascuno vuole essere uguale a colui che è stato scelto di comandare al posto del cittadino. In questo caso il popolo rifiuta coloro che sono stati preposti a ricoprire alcune specifiche funzioni e pretende di sostituirsi ai masgistrati facendo venire meno quel rispetto. M. non è un sostenitore della diseguaglianza anzi il binomio a lui riconducibile è : "no alla diseguaglianza" ma anche "no all'uguaglianza estrema".-Luca Mazzucco
lunedì 7 dicembre 2009
Sul lago di Albano
L'incontro più interessante e più importante del giorno è stato quello della mattina, dove ho avuto l'opportunità di assistere al dibattito tra il Direttore Generale del FMI (Fondo Monetario Internazionale) Dominique Strauss-Kahn ed il Segretario Generale della CIS (Confederazione Internazionale dei Sindacati sorta nel 2006) Guy Ryder; moderato dal professor Andrea Ciampani.Ora senza dubbio tornare a parlare di un convegno svoltosi quasi un mese fà può sembrare una scelta anacronista. Tuttavia i giornali ed i tg non hanno riferito veramente tutto ed hanno taciuto su punti fondamentali e sull'obiettivo di fondo del convegno (raggiunto), ritenendo più opportuno puntare i riflettori all'ultimo intervento: quello del ministro Sacconi, su cui non mi esprimerò al riguardo. (e credetemi, la tentazione di raccontare la sua figuraccia di fronte al Segretario Generale della CIS è irrefrenabile!!!)
-Per Strauss-Kahn, "il Pil mondiale sta cominciando a migliorare, ma abbiamo ancora davanti a noi tra i 12 mesi e i 20 mesi di aumento della disoccupazione a livello mondiale, a seconda dei Paesi” e per uscirne, continua, "è necessaria una maggiore cooperazione e dialogo tra fondo monetario e sindacati, auspicando altri di questi incontri magari in Italia".
(Di fatto la scelta dei partecipanti, non è stata casuale. Lo scopo del convegno è stato quello di rilanciare il dialogo sociale andando oltre le parole). "Il Fondo Monetario si è aperto a sindacati e ONG e per uscire dalla crisi è necessario cambiare le politiche di lavoro". Gli altri problemi da risolvere sono: la regolamentazione del sistema finanziario che sta avvenendo lentamente, e la presenza di forti squilibri tra paesi con un grande surplus (Cina) e grande deficit (U.S.A.).
Il Direttore Generale del FMI si apre anche verso le università italiane "Il FMI opera una concertazione sociale con 3 pilastri: sindacati, ONG e mondo accademico ma ha modo di sviluppare relazioni col solo mondo anglosassone "questo non basta, è necessario collaborare con le diverse realtà accademiche."
-Guy Ryder, è apparso invece molto più preoccupato riguardo la crisi economica che è appena iniziata per i lavoratori. Non ha risparmiato critiche ai leader politici: "Dalla caduta del muro di Berlino, si è favorito il capitale ed i Governi hanno continuato a fare questo. L'economia globale dovrà essere diversa dopo la crisi, ci avevano detto, tuttavia questa è più una frase dettata dalla paura che da reali intenzioni. Sembra comunque che il settore finanziario stia tornando ad una regolamentazione del passato". Come agire dunque? "La CIS ha
proposto una tassa di transazione finanziaria internazionale in modo da evitare speculazioni e di aumentare fondi". In conclusione, lo stesso Guy Ryder ha asserito come siano migliorati i rapporti col FMI malgrado alcuni punti di vista divergenti.
Questa apertura segnerà veramente una possibilità di sviluppo del capitalismo associativo (processo frenato da anni) o sarà un altro specchio per le allodole? Alla società civile organizzata il compito di (ri)legittimarsi con tutti i mezzi verso una più piena partecipazione.
-Luca Mazzucco
sabato 5 dicembre 2009
venerdì 4 dicembre 2009
Sul pensiero politico contemporaneo #1 Karl Marx
Proverò ad essere sintetico ed allo stesso tempo esaustivo.
Il primo autore che ho scelto di trattare è Karl Marx. Sia perchè è stato il filosofo politico che più mi aveva affascinato durante la scuola superiore, sia perchè volenti o nolenti, ha fortemente influenzato il corso della storia e dato una nuova interpretazione ai rapporti di potere in una società profondamente lacerata dal nuovo modello di produzione industriale. Infine lo propongo per primo poichè avevo già delle bozze preparate questa estate durante i miei studi.
Per conoscerne il pensiero bisogna assolutamente collegarsi ad alcuni autori come l'ante litteram Rousseau, il socialista Owen ed infine Hegel. In nuce il pensiero di Rousseau era rivolto alla creazione di quella uguaglianza sociale che troviamo nello stato di natura dell'uomo che per l'autore era "buono". Nel momento in cui nasce la società civile, ovvero con la creazione della proprietà privata, l'uomo diventa "cattivo". "Il male quindi ha radici sociali" come disse Owen dopo aver osservato il fenomeno dell'alcolismo della prostituzione e dei furti. Quindi (come dirà Marx), per cambiare l'uomo occorre cambiare la società. Con Hegel, assurgerà al suo pensiero quella scientificità che mancò a tutti i vecchi filosofi (M. si rivolge in special modo al nouveau christianisme di Saint-Simon). Il mezzo che permette tale scientificità è la dialettica hegeliana; dallo stesso Hegel prenderà quella necessità storica per cui ogni tappa è necessaria al compimento della verità. Marx pensava che la storia fosse mossa da un motore: il conflitto. Così come c'è stata una rivoluzione borghese ci sarà quella dei proletari. Abbiamo quindi una affermazione (mondo capitalista) la negazione (proletariato) ci sarà la negazione della negazione (in Marx si chiamerà sintesi) che sarà la creazione di una eguaglianza sociale portata dalla rivoluzione proletaria. Col suo immaentismo (figlio di Lessing ed Hegel), Marx, rifiutava di credere ad una dività trascendente; piuttosto divinizzava l'umanità perchè è l'uomo che fà la storia e la storia stessa porta al compimento ultimo della verità. Quindi l'uomo essendo capace di fare la storia è egli stesso una divinità. Per Hegel l'uomo diventa un assoluto, per Marx una divinità capace di rifondarsi ab imis. Il marxismo che si proclama ateo, diventa esso stesso una religione, come essa ha i suoi dogmi inquestionabili tuttavia a differenza delle religioni tradizionali, ha i mezzi per raggiungere la verità. Per dirla con Fedor Doestoevskij, "il socialismo crea una torre di babele ma non per portare l'umanità in paradiso ma bensi, per portare il paradiso sulla terra" quindi il marxismo riesce a fare quello che la religione non è riuscita a fare. Conclusioni finali: è quindi chiaro che di scientifico non c'è nulla nel "socialismo SCIENTIFICO" ma assume piuttosto un carattere profetico/utopistico. Senza dubbio, le tesi di Marx hanno avuto un notevole impatto ed hanno eroso quanto fino ad allora erano state le tesi socialiste (accusate di non scientificità) volte a riformismi ed a esperienze cooperative socialiste che non intendevano creare un aperto conflitto col modello capitalistico. Questa confusione e questo impatto delle idee di Marx, scatenò una fobia socialista che portarono alle repressioni di moti sociali che fermentavano nell'Europa dell'800.
-Luca Mazzucco





