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"Dubito dunque sono"

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martedì 7 febbraio 2012

Sullo "stato di calamità naturale"

Sentiamo spesso parlarne in seguito a disastri ecologici o eventi natuarali calamitosi ma cosa significa e cosa implica?
In primis le regioni si rivolgono al Governo per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, la richiesta viene poi accertata dal Consiglio dei Ministri il quale provvederà - nel caso accolga la richiesta - a nominare un Commissario delegato dotato di poteri speciali per coordinare gli interventi volti a superare la calamità.
In secundis, lo stato di calamità naturale si differenzia dallo "stato di emergenza" per la previsione di un'intervento finanziario e di ristoro di parte del danno.

-Luca Mazzucco

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Umorismo Romano

7/02/2011

Renata Polverini a seguito dell'emergenza neve annuncia lo stato di calamità naturale per il Lazio e intanto proseguono le polemiche tra Alemanno e Gabrielli.
Ecco cosa pensano i romani sul sindaco di Roma:

Neve saporita
Alemanno ha detto che non ha buttato il sale perché ha assaggiato la neve ed è già saporita
-peaceching

Due di briscola
Alemanno è utile nell'emergenza neve come il due di denari quando la briscola è coppe
-thebettinz

Braccia rubate
Effettivamente, Alemanno è davvero bravo con la pala. Le ennesime braccia tolte all'agricoltura.
-istintomaximo

Navigare a vista
Roma, domani scuole chiuse. Alemanno: <>. Non l'abbiamo sentita di recente?!?!?!
-cvery71

fonte: LaRepubblica del 07/02/2012

lunedì 6 febbraio 2012

Dalla Locanda delle Fate in poi...

Nel 1975 dall'astigiano prende vita una formazione musicale chiamata "Locanda delle Fate" composta da sette membri:

Leonardo Sasso (voce)
Ezio Vevey (chitarra, voce)
Alberto Gaviglio (chitarra, flauto, voce)
Michele conta (tastiere)
Oscar Mazzoglio (tastiere)
Luciano Boero (basso)
Giorgio Gardino (batteria)


Il progressive come cultura e come interpretazione musicale veniva soppiantato dalla controcultura del punk (vedi punk77), in questa cornice la LDF offre un contributo tardivo alla scena che chiude con dignità e sensibilità il movimento RPI lasciando trasparire quella fresca ispirazione che mancava nelle altre tardive pubblicazioni dei grandi nomi del progressive italiano (con la dovuta eccezione di Leo Nero).

"Forse le lucciole non si amano più" uscì per la Polydor e venne presentato su rai uno.



Copertina ad opera di Biagio Cairone e della illustratrice Anna Montecroci


"L'album nasce da un momento di riflessione del gruppo come esigenza di comunicare le nostre impressioni sull'uomo travagliato e sulla sua sofferta condizione offrendogli la possibilità di rifugio nei sogni per sopravvivere all'abbruttimento della realtà." (estratto dall'intervista)

Il gruppo offriva un bel disco incentrato sul tema del sogno e dell'uomo sognatore svolgendo un compatto lavoro musicale volto alla ricerca di melodie trasognate, intrise di romanticismo e instillate di quel malessere che è l'origine di questo salto verso il mondo onirico.
Questa meditata produzione non ebbe sicuramente l'attenzione che meritava e che si aspettavano sette astigiani così il gruppo perse due componenti e pubblicarono nel 1978 due singoli più commerciali: New York e Nove Lune. Nel 1980 cambiarono nome in "La Locanda" e pubblicarono altri due singoli sempre di stampo commerciale: Annalisa, Volare un po' più in alto.

ANNI '90 e seguenti...
Nel 1999 avvenne la reunion della band senza la storica voce di Leonardo Sasso e la presenza di Michele Conta (presente in un solo brano) che sfociò nel lavoro "Homo Homini Lupus" presentando una LDF musicalmente e concettualmente differente; il disco non colpì in modo particolare i tanti fan (acquisiti in ritardo) della gemma del '77, altresì fece storcere il naso ai più nostalgici delle melodie trasognate.
Nel 2006 c'è un nuovo tentativo di rifondare il gruppo che ha però vita breve e nel frattempo Michele Conta (che lasciò il gruppo per impegnarsi nella carriera di medico) dal suo sito internet annuncia il suo impegno di dare un seguito all'esperienza della vecchia LDF sempre rimpianta con la volontà di pubblicare un disco dal nome "Dalla Locanda delle Fate in poi".
In queste parole e nella tack "notte infinita" composta da Michele Conta erano rimesse le speranze dei fan nel riascoltare la vera LDF...l'attesa si concluse il 17 luglio 2010 ad Asti: il concerto del ritorno che si aprì col brano "A volte un istante di quiete" con la figlia di Giorgio Gardino a rievocare la lucciola dell'artwork del primo album. La cara vecchia Locanda delle Fate è tornata!
Forse le lucciole non si amano più - Asti 17 luglio 2010
Oggi la LDF è ancora attiva per la gioia di tutti i suoi fan e sicuramente anche grazie a tutti noi che amiamo questo gruppo incondizionatamente.
Quest'anno è iniziato il tour di presentazione del nuovo album "The Missing Fireflies" (Le Lucciole Mancanti) composto da brani inediti in versione studio e tracce live rendendo finalmente possibile a tutti noi di saggiare la bellezza di canzoni come "La Giostra" e "Crescendo" che non ebbero spazio sul primo disco.

Acquista il disco qui!

Line-up:
Leonardo Sasso (voce)
Giorgio Gardino (batteria)
Luciano Boero (basso)
Maurizio Muha (tastiere)
Maxbrignolo (chitarre)
Oscar Mazzoglio (tastiere)


Locanda delle Fate tour 2012:
21 gennaio 2012 proGliguria - La Spezia
27 gennaio 2012 Jailbreak - Roma
4 febbraio 2012 Teatro Alfieri - Asti
29 aprile 2012 Club Città Kawasaki - Japan

Da ascoltare:
Forse le lucciole non si amano più
Profumo di colla bianca
Vendesi saggezza
Sogno di estunno
Non chiudere a chiave le stelle

Siti di riferimento:
Locanda delle Fate Ufficiale
Italian Prog
Michele Conta
LdF su wikipedia
LdF su progarchives

-Luca Mazzucco

sabato 12 dicembre 2009

Sul pensiero politico contemporaneo #2 Montesquieu



(1689-1755)

-il fondatore del liberismo europeo-


Accomunato con Vico per il senso della storia, la tradizione, l'amore per la latinità, il ruolo delle virtù nelle repubbliche.
M. fù un liberal-democratico che ha saputo integrare il moderno con la classicità. Non corre dietro utopie ma al contempo non vuole difendere assurdità come l'assolutismo che ormai è "solo da consegnare alla storia".


I temi centrali:



  1. LIBERTA'


  2. IL RUOLO DELL'ARISTOCRAZIA


  3. RAPPORTO SENATO-POPOLO


  4. LA STORIA


  5. LE LEGGI

1. La libertà per M. non è un'astrazione ma deriva dalla tradizione e da quello spirito di una civiltà che ne costituisce l'anima. La libertà dipende quindi dal goverment de nos pères. Prosegue: "la libertà è il diritto di fare ciò che le leggi permettono" asserzione di chiaro stampo ciceroniano "nessuno sarebbe libero se potesse fare ciò che le leggi proibiscono"(cit. Cicerone). Solo avendo il senso del limite non ci saranno abusi e gli stessi poteri si potranno limitare tra loro.


2. L'aristocrazia ha un ruolo fondamentale per M. essa deve avere il senso del limite, mostrare la sua virtù (quando M. parla di virtù parla dello spirito di moderazione). Certe volte però gli aristocratici non riescono ad ottenere i rapporti con i concittadini degenerando anche nel dispotismo. Come si evita questo? Con la forza del popolo, di fronte al quale persino i giudici debbono mostrare il massimo rispetto se si vuole far vivere la repubblica. La prudenza e la saggezza di menti aristocratiche unite alla virtù di un popolo ancora legato da un forte senso morale e religioso, possono tenere in piedi una repubblica e prolungarne la vita. Sono quindi importanti le tradizioni come collante di una società.


3. La repubblica aristocratica segna la sintesi tra il meglio della tradizione e della modernità. Nell'antichità romana, M. individua nel popolo la forza, la superiorità numerica dei suffragi ed il rigiuto di fare la guerra. Tutto ciò era temperato dalla saggezza del Senato che era pronto ad accogliere le ragionevoli richieste del popolo senza pensare ai propri interessi. A tutto questo si aggiunge una magistratura romana che riuscì a far praticare la virtù civica senza la quale nessuna repubblica può sopravvivere. Allora perchè la repubblica romana entrò in crisi? Perchè gli uomini divennero tutti soldati e quindi si cancellò quella diversità di ruoli e di classi che fu il motore della repubblica, venne a mancare la certezza del diritto, venne meno la classe aristocratica, la plebe non era più temperata dal Senato e acclamava i sovrani più corrotti. BISOGNA FARE ATTENZIONE A CAMBIARE LE ISTITUZIONI CHE FUNZIONANO DA TEMPO ED I CAMBIAMENTI DEVONO TENER CONTO DELLA TRADIZIONE ALTRIMENTI SI PROVOCANO DISASTRI.


4. Nella storia c'è logica e non fortuna (ci dice M.) alla rovina di uno Stato ci si arriva ignorando le cause che l'hanno generata. M. adotta un'ottica comparativa secondo la quale L'ANTICO SERVE A VEDERE LE INCONGRUENZE DEL PRESENTE E GLI ERRORI LONTANI DEBBONO METTERCI IN GUARDIA DA POSSIBILI E PERICOLOSE RICADUTE.


5. Nella repubblica il popolo può fare quello che vuole ma non proprio tutto ecco perchè DELEGA. La delega è necessaria per il corretto funzionamento della repubblica, infatti con essa lasciamo svolgere ad altri un compito che il popolo non sa fare. M. discute anche della necessità di far "provare" le leggi: "nell'antica Roma le ordinanze del Senato duravano un anno e poi diventavano legge per volontà del popolo." Il legiferatore deve seguire lo spirito di una nazione fino a dove questo non è contrario allo spirito di governo. Le leggi devono essere chiare e semplici altrimenti si genera solo confusione, esse devono risvegliare negli animi delle persone le stesse idee.

Se le repubbliche non sono virtuose e non recano felicità, ci sono forme di governo più efficienti. La monarchia offre maggiore prontezza nell'esecuzione e maggiori competenze in ambiti specifici. Se una repubblica non è virtuosa si rischia di generare in dispotismi. Al pari della realizzazione dell'estrema uguaglianza dove ciascuno vuole essere uguale a colui che è stato scelto di comandare al posto del cittadino. In questo caso il popolo rifiuta coloro che sono stati preposti a ricoprire alcune specifiche funzioni e pretende di sostituirsi ai masgistrati facendo venire meno quel rispetto. M. non è un sostenitore della diseguaglianza anzi il binomio a lui riconducibile è : "no alla diseguaglianza" ma anche "no all'uguaglianza estrema".


-Luca Mazzucco

lunedì 7 dicembre 2009

Sul lago di Albano

Dal 29 al 31 ottobre 2009 si è svolto nella splendida cornice della Villa del Cardinale, presso Rocca di Papa (Rm), la prima edizione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL LAVORO NELLA SOCIETA' GLOBALE.



Grazie alla mia università ed al mio professore Andrea Ciampani (membro del comitato promotore ed autorevole studioso) sono potuto accedere ai lavori del convegno anche se solo per il solo giorno di venerdì a causa di altri impegni.

L'incontro più interessante e più importante del giorno è stato quello della mattina, dove ho avuto l'opportunità di assistere al dibattito tra il Direttore Generale del FMI (Fondo Monetario Internazionale) Dominique Strauss-Kahn ed il Segretario Generale della CIS (Confederazione Internazionale dei Sindacati sorta nel 2006) Guy Ryder; moderato dal professor Andrea Ciampani.


Ora senza dubbio tornare a parlare di un convegno svoltosi quasi un mese fà può sembrare una scelta anacronista. Tuttavia i giornali ed i tg non hanno riferito veramente tutto ed hanno taciuto su punti fondamentali e sull'obiettivo di fondo del convegno (raggiunto), ritenendo più opportuno puntare i riflettori all'ultimo intervento: quello del ministro Sacconi, su cui non mi esprimerò al riguardo. (e credetemi, la tentazione di raccontare la sua figuraccia di fronte al Segretario Generale della CIS è irrefrenabile!!!)


-Per Strauss-Kahn, "il Pil mondiale sta cominciando a migliorare, ma abbiamo ancora davanti a noi tra i 12 mesi e i 20 mesi di aumento della disoccupazione a livello mondiale, a seconda dei Paesi” e per uscirne, continua, "è necessaria una maggiore cooperazione e dialogo tra fondo monetario e sindacati, auspicando altri di questi incontri magari in Italia".
(Di fatto la scelta dei partecipanti, non è stata casuale. Lo scopo del convegno è stato quello di rilanciare il dialogo sociale andando oltre le parole). "Il Fondo Monetario si è aperto a sindacati e ONG e per uscire dalla crisi è necessario cambiare le politiche di lavoro". Gli altri problemi da risolvere sono: la regolamentazione del sistema finanziario che sta avvenendo lentamente, e la presenza di forti squilibri tra paesi con un grande surplus (Cina) e grande deficit (U.S.A.).
Il Direttore Generale del FMI si apre anche verso le università italiane "Il FMI opera una concertazione sociale con 3 pilastri: sindacati, ONG e mondo accademico ma ha modo di sviluppare relazioni col solo mondo anglosassone "questo non basta, è necessario collaborare con le diverse realtà accademiche."


-Guy Ryder, è apparso invece molto più preoccupato riguardo la crisi economica che è appena iniziata per i lavoratori. Non ha risparmiato critiche ai leader politici: "Dalla caduta del muro di Berlino, si è favorito il capitale ed i Governi hanno continuato a fare questo. L'economia globale dovrà essere diversa dopo la crisi, ci avevano detto, tuttavia questa è più una frase dettata dalla paura che da reali intenzioni. Sembra comunque che il settore finanziario stia tornando ad una regolamentazione del passato". Come agire dunque? "La CIS ha
proposto una tassa di transazione finanziaria internazionale in modo da evitare speculazioni e di aumentare fondi". In conclusione, lo stesso Guy Ryder ha asserito come siano migliorati i rapporti col FMI malgrado alcuni punti di vista divergenti.


Questa apertura segnerà veramente una possibilità di sviluppo del capitalismo associativo (processo frenato da anni) o sarà un altro specchio per le allodole? Alla società civile organizzata il compito di (ri)legittimarsi con tutti i mezzi verso una più piena partecipazione.




-Luca Mazzucco

domenica 6 dicembre 2009

Sulle parole desuete #1

Logomachia: [lo-go-ma-chì-a]
• Disputa che verte sull'attribuzione di significati diversi alle parole; estens. discussione inconcludente
• sec. XVI
FONTE
Esempio:
"il più vitale contributo del socialismo fu il sentimento d'una necessaria palingenesi sociale; i suoi limiti vennero dalle pose astrattamente rivoluzionarie di alcuni, dalle logomachie di altri, dal vincolo d'una obbligatoria professione di marxismo ortodosso" (tratto da un signor libro: Carlo Morandi, I partiti politici in Italia dal 1848 al 1924, Felice Le Monnier - Firenze 1997)